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VIDEO STRATEGY

Come si crea un piano editoriale video? Quali sono metodo, team e strumenti necessari per progettarlo e realizzarlo?

«Parliamo innanzitutto di due aspetti di un piano editoriale video: modelli e format.

I modelli ci aiutano a capire quali sono le tipologie di video più utili per la nostra azienda e possiamo distinguerne due.

Il primo è il classico customer journey, ma applicato al video. Lo schema del percorso del potenziale clienti dall’individuazione del suo bisogno alla ricerca della soluzione e quindi all’acquisto ci permette di capire in quale fase di questo journey stiamo andando a collocare il video. Un tutorial ad esempio sarà utile in una fase in cui il consumatore è consapevole del proprio problema e sta cercando una soluzione per risolverlo.

Il secondo modello è quello delle tre H ( È uno dei trend più importanti e lo resterà anche nel prossimo anno, dato che secondo le stime già il prossimo anno l’80% del traffico online sarà video. Ma anche perché i tassi di conversione nelle pagine web con video aumentano dell’80%.
I video, insomma, piacciono e gli utenti li guardano volentieri, entrando più facilmente in contatto con i brand: tra il 64 e l’85% dei consumatori sono più propensi a comprare un prodotto dopo aver visto un video. E anche tutte le maggiori piattaforme social come Facebook, Instagram, Pinterest e Twitter stanno facendo enormi passi avanti per dominare nello spazio del video, non ultimo la nascita di IGTV. ) ed è stato sviluppato da Google. Seguendo questo modello, un’azienda nell’arco dell’anno dovrebbe realizzare tre tipologie di video:

VIDEO TREND

«Ogni minuto vengono caricate 400 ore di filmati su YouTube. Entro il 2020, il 90% del traffico su Internet sarà occupato dai video. Sono tutti numeri, che probabilmente avrai già sentito e che ci fanno capire che il “fenomeno” dei video online sta avendo enorme successo.

«Un video ha la possibilità di racchiudere al suo interno più informazioni in pochissimo tempo e in più ha la capacità di emozionarti. E per emozione non si intende per forza il fatto di farti scendere la lacrima mentre guardi, ma l’emozione può essere anche una risata.

Il video insomma è un contenuto completo che in poco tempo può darti tanto, ma è anche un contenuto che piace agli utenti.

Senza guardarlo dal punto di vista del professionista che produce video, ma da quello dell’utente, infatti, si tratta di un contenuto facilmente fruibile da mobile, in modo veloce e tutti oggi usiamo lo smartphone per fare ricerche online. Anche se in certi casi la lettura rimane, quando vuoi approfondire per esempio, quando al contrario cerchi qualcosa di veloce e completo che ti dia informazione o intrattenimento, oggi il video è uno strumento forte.

Se prima le aziende creavano video per l’esigenza del momento (un evento, una specifica campagna, …), oggi invece cercano di impostare piani su lungo termine, integrando i video nella strategia di marketing complessiva, prevedendo sempre più spesso serie di video. Cambia quindi la prospettiva: mentre per progetti one-shot, avresti puntato tutto sulla creatività, in una video strategy di lungo periodo puoi cominciare a pianificare e far diventare il video una consuetudine.

C’è poi un secondo trend che ho individuato: negli ultimi anni l’offerta è diventata molto più ampia, complice anche la semplicità con cui è possibile realizzare video. Potremmo dire che tutti fanno video. La chiave per emergere da questa mole di prodotti video è la differenziazione. Come è possibile differenziarsi? Cercando sempre strade differenti, attraverso la via della creatività.

Un ultimo trend, infine, è quello della nascita di nuove figure, come l’Head of Video. Si tratta cioè di persone che sono responsabili del video in azienda e che spesso vengono assunte (o formate) con due modalità: la prima prevede una sorta di film-maker evoluto, che consenta all’azienda di produrre video anche nel quotidiano senza la necessità di rivolgersi sempre a fornitori esterni per i progetti video più semplici; la seconda è una figura più strategica e meno tecnica, ed è una persona in grado di capire le necessità video dell’azienda, capace di scrivere un brief per comunicare alle agenzie video esterne un progetto, seguendone poi le fasi strategiche.»